Ucraina. Dalla rivoluzione rossa alla rivoluzione arancione

In attesa di un volume che copra la storia ucraina dall’indipendenza del 1991 alla rivoluzione di Euromaidan del 2013-2014 – processo storico non ancora concluso visto il protrarsi delle azioni di terrorismo nella regione del Donbas e la questione relativa allo status della Crimea, di fatto annessa alla Federazione Russa in data 16 marzo 2014 con un referendum illegittimo non riconosciuto dalla Comunità Internazionale e non concordato con il governo di Kyiv – vorrei consigliare, a tutti coloro che volessero conoscere meglio l’Ucraina, il testo “Ucraina. Dalla rivoluzione rossa alla rivoluzione arancione”.
Uscito per la BEIT di Trieste nel 2009, il libro degli storici tedeschi Katrin Boeckh e Ekkehard Völkl può essere considerato un utile punto di partenza per comprendere la complessa storia di un paese europeo protagonista oggi di uno straordinario esperimento politico e sociale.
(M.D.P)

Katrin Boeckh – Ekkehard Völkl, Ucraina. Dalla rivoluzione rossa alla rivoluzione arancione

“Delineare una storia ucraina dopo il 1991, l’anno della svolta – scrivono nell’introduzione gli autori – rappresenta una sfida, non soltanto perché va scritta tenendo presenti mappe mentali differenti, ma anche perché la letteratura storica esistente non ha ancora articolato e risolto tutte le questioni che rimangono aperte nelle vicende di questo paese”.
Terra di confine tra Est e Ovest, spesso e volentieri confusa con la Russia, l’Ucraina è ancora oggi un luogo poco conosciuto al lettore italiano. Eppure, come fa notare Giulia Lami che ha scritto la postfazione di questo libro, “viene avvertita come la nuova frontiera europea”. Riflettere sulla storia di questo paese significa dunque interrogarsi su temi di natura storica, politica e geopolitica. Temi che, seppure poco presenti nel dibattito accademico e storico in Italia, ci riguardano da vicino non foss’altro per l’intensificarsi in tempi recenti dei rapporti con l’ex repubblica sovietica a seguito della forte ondata d’immigrazione dall’Ucraina verso il nostro paese.

cover libro ucraina

Coniugando felicemente taglio accademico e divulgativo, il lavoro di Boeckh e Völkl risponde all’esigenza di fare uscire l’Ucraina dalla cerchia degli specialisti, presentandola a un pubblico più ampio. Gli autori centrano la loro attenzione sugli avvenimenti dell’ultimo secolo, considerato come fase moderna della storia ucraina. Il suo inizio viene posto alla rivoluzione bolscevica del 1917; la narrazione giunge fino alla rivoluzione arancione del 2004. Grazie al capitolo iniziale “Ambiente naturale e strutture economiche fondamentali”, in cui vengono presentate alcune nozioni di carattere economico, geografico ed etnografico, il lettore si familiarizza con temi quali le differenze linguistiche ed etnico-demografiche tra Est e Ovest del paese che risultano fondamentali per comprendere le vicende successivamente narrate.
In virtù di un’efficace suddivisione in capitoli corrispondenti agli snodi fondamentali della storia del paese (proclamazione dello stato ucraino, periodo tra le due guerre, Seconda Guerra Mondiale, primo dopoguerra, disgelo e post-disgelo, epoca postsovietica, era arancione), di un apprezzabile apparato iconografico (foto, cartine) e di una prosa chiara e lineare il libro risulta agile e di facile lettura.
Tuttavia, dato l’approccio più storico che storiografico, la narrazione per lo più tende alla semplificazione. La scelta fatta dagli autori di ridurre al minimo le note, se da un lato contribuisce ad alleggerire il testo, dall’altro lascia poco margine per possibili approfondimenti su questioni di grande importanza che forse dovrebbero emergere con maggiore chiarezza.
È il caso della controversa questione del Holodomor, che gli autori, forse un po’ sbrigativamente, descrivono come evento derivato da carestia. Nel paragrafo dedicato alla Grande Fame si legge infatti: “Dall’autunno del 1932 fino all’estate del 1933 si verificò una carestia di proporzioni inconcepibili, che con le sue conseguenze devastanti superò di gran lunga quella del 1921-1922 tanto da diventare un’infamia del regime stalinista.” (p.99). Qualche pagina dopo (p.110) gli autori ricordano che non si sarebbe trattato di carestia, “ma di un incipiente genocidio, inteso a sterminare completamente gli ucraini nel loro insieme”, per poi sottolineare però che “anche nei territori russi vi furono alcuni settori della popolazione che furono abbandonati alla morte per inedia”, anche se in altre regioni “la carestia non raggiun[se] mai le proporzioni dell’Ucraina”.
Un’attenzione maggiore a questa pagina della storia del XX secolo, della cui immane tragicità raramente si possiede un’adeguata percezione nella storiografia al di fuori dell’Ucraina, sarebbe stata quindi auspicabile. Come sottolinea Giulia Lami nella postfazione del libro il Holodomor “si salda alla collettivizzazione e al Terrore, ma resta, a mio giudizio, un evento distinto, cui si stenta purtroppo, ad attribuire, se non forse in sede politica ucraina, una dimensione specifica di sterminio”.
La bibliografia dell’edizione tedesca è stata opportunamente integrata con alcuni titoli più facilmente accessibili al lettore italiano anche per la questione del Holodomor (L’Urss di Lenin e Stalin di Andrea Graziosi, Il Mulino 2007, La Morte della Terra. La grande “carestia” in Ucraina nel 1932-33 a cura di G. De Rosa e F. Lo Mastro, Viella 2004), ma sarebbe stato opportuno aggiungere il ‘classico’ Raccolto di Dolore di Robert Conquest (uscito in Italia nel 2004) e Lettere da Kharkov di Andrea Graziosi (Einaudi, 1991). Sorprende che nessuna di queste opere sia stata citata nell’edizione originale, in particolare quella di Robert Conquest .
Vale la pena concludere con un’osservazione di Andrea Graziosi, secondo il quale prendere coscienza del Holodomor “vuol dire essere costretti a cambiare l’intero punto di vista sulla storia europea, una storia come sappiamo ancora avvolta da luoghi comuni, miti e speranze che può essere duro abbandonare”, ed auspicare quindi che si giunga ad “interiorizzare in senso pieno la carestia e il suo significato”. Dispiace dover rilevare dunque questa lacuna grave in un’opera che, nel suo complesso, può dirsi sostanzialmente riuscita e certamente utile.

Katrin Boeckh – Ekkehard Völkl, Ucraina. Dalla rivoluzione rossa alla rivoluzione arancione, traduzione di Budinich P., Bossi G., Sandrigo L.. Postfazione di Giulia Lami, Beit-Mursia, Trieste 2009, pp. 344

Massimiliano Di Pasquale

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