Giovanna Brogi Bercoff denuncia l’ennesimo episodio di disinformacija

Mentre gran parte degli italiani sono incollati al televisore per seguire il Mundial brasiliano e giornali e tivù, ottime armi di distrazione di massa, si occupano di calcio e delle polemiche Renzi-Mineo, la questione ucraina è pressoché scomparsa dai palinsesti di molti media o relegata a ultima notizia. Al TG1 delle 13:30 di sabato 14 giugno, c’è stato un redazionale brevissimo come sempre esemplare nel fornire informazioni chiare e accurate! Questa volta si è confuso il Mar Nero con il Mare di Azov citando Mariupol, città riconquistata dall’esercito di Kyiv! Peraltro un quattro in geografia sembrerebbe il male minore rispetto alla faziosità di certi servizi del recente passato!
Nel frattempo, da un paio di giorni carri armati russi hanno invaso la regione del Donbas e Putin, come già fece in Georgia nel 2008 nel caso delle Olimpiadi cinesi, sta approfittando della copertura mediatica riservata ai Mondiali di Calcio per iniziare una lenta invasione. La Russia, che si era detta pronta a trovare una soluzione negoziale alla crisi dopo l’elezione del Presidente ucraino Petro Poroshenko (non Piotr Poroshenka come scrivono a volte giornali italiani!) ha intensificato le operazioni militari nell’area di Luhansk. È uno scenario tristemente noto che ricorda quanto avveniva nella defunta Unione Sovietica. Brezhnev ordinava l’invasione dell’Afghanistan mentre Gromyko nei consessi internazionali parlava di dialogo e soluzione negoziale del conflitto.
In qualche trasmissione radio si continua comunque a parlare di Ucraina, ma il registro sembra essere notevolmente mutato rispetto a qualche mese fa.
Un esempio ci viene da una trasmissione di Radio Rai 3, che pure a volte offre ottima informazione e riflessione anche sull’Ucraina. Giovanna Brogi, docente di Slavistica all’Università di Milano e presidente dell’AISU (Associazione Italiana di Studi Ucraini) ripropone il problema dopo aver ascoltato una trasmissione andata in onda sabato 14 giugno. Questo il testo di un messaggio inviato alla redazione dalla professoressa:
Oggi, confesso, sono rimasta molto amareggiata da alcune affermazioni del vostro ospite, che riguardano l’Ucraina.
Grazie alla ripetitività dei media italiani, – che in genere prendono la prima notizia di qualche politologo (o tuttologo) ritenuto autorevole e ripetono questa notizia come un mantra per mesi, senza prendersi cura di confrontare eventuali altre fonti d’informazione –, un’informazione singola acquista valore di verità rivelata e viene diffusa in ogni occasione, e – guarda caso – sempre a senso unico. Ora è di moda ricordare i morti ortodossi di Odessa, attribuire sempre (prima di qualsiasi risultato di eventuale indagine) la colpa agli estremisti (“fascisti”) ucraini e così essere nella felice certezza di aver compiuto il proprio dovere di denunciare il male e difendere il bene.
Inutile dire che la situazione ucraina di adesso è ben più complicata di quanto queste sommarie accuse agli estremisti ucraini facciano apparire. Cerco di segnalare alcuni punti essenziali, sostanzialmente molto semplici da recepire se solo li si legge con animo sereno.
1) I morti di Odessa: non so se si arriverà mai ad un chiarimento attendibile e sicuro dell’origine dei gravi fatti lì accaduti, ma sarebbe auspicabile non lanciare accuse prima che si conoscano dati più o meno certi (si vedano ad esempio gli interventi di Giulietto Chiesa e vari altri!). Per il “famoso” rogo, personalmente ritengo molto più probabile che si tratti di un incidente causato dalla perenne disattenzione e imperizia di ucraini e russi, ma questa è la mia opinione personale e non ho alcuna pretesa che venga accolta: comunque, prima di lanciare accuse ad una parte, attendiamo informazioni. Vorrei invece segnalare che in questi ultimi giorni i “russofili” hanno assaltito, bombardato e massacrato gli ospiti di un orfanotrofio e quelli di una residenza di non-vedenti: di questo non si è sentito dire neppure una parola in Italia.
2) Nessuno sembra aver osservato che l’esercito ucraino per mesi stava di fronte alle postazioni e ai centri cittadini degli “occupanti” filorussi e per mesi non ha sparato se non in casi molto sporadici. Forse che questo si deve attribuire solo allo stato di disorganizzazione dell’esercito (causato dalla sistematica demolizione che ne ha fatto Yanukovych nel 2011-2013)? O non è forse più plausibile la spiegazione che l’esercito ucraino ha evitato di creare provocazioni, sperando che si arrivasse alle elezioni del 25 maggio senza una vera guerra, e – ancora più importante – la spiegazione che i filorussi si barricano dentro le città, in mezzo ai civili (esattamente come fanno i terroristi arabi) per cui non si può sparare contro di loro senza uccidere i civili stessi? Vi sembra giusto che in una trasmissione radio molto ascoltata si parli solo di un unico atto attribuito ai “nazionalisti ucraini” per marchiare l’Ucraina intera di fascismo? E tutti gli atti di terrorismo e guerra fatti dai “filorussi” non contano niente? e l’ipotesi che la Russia fornisca le armi e soffi allegramente sul fuoco non la si menziona neppure?
3) Vi siete mai chiesti chi fornisce le armi ai separatisti filorussi? In Italia l’argomento è tabu. Putin ha dichiarato che non muoverà guerra all’Ucraina (dopo essersi impossessato con un atto di guerra della Crimea, ma lasciamo perdere) e così l’Occidente (l’Italia in particolare) si sente tranquilla. Putin però (guarda caso) ha anche dichiarato che rinforzerà le difese alla frontiera con l’Ucraina (frontiera com’è noto molto lunga e priva di barriere naturali). Non si è mai chiesto nessuno da dove arrivano le armi ai separatisti filorussi? non sarà quella frontiera permeabile che fa passare le armi dalla Russia ai sostenitori filorussi? dove si prendono i missili (o come si chiamano, non lo so) per abbattere gli elicotteri ucraini? Le centinaia di soldati ucraini morti, uccisi dai filorussi (proprio oggi 47 soldati che stavano arrivando….) non contano nulla, evidentemente, contano per il pubblico italiano e i vari commentatori e giornalisti solo i morti ortodossi russi o filorussi che in circostanze non chiarite sono rimasti uccisi in vari incidenti.
4) Non sento mai parlare nelle trasmissioni italiane delle migliaia di ceceni, daghestani e altri asiatici sottomessi alla Federazione russa che penetrano nel territorio ucraino, si diffondono in tutte le regioni (arrivano fino a quelle occidentali) e sono veri e propri terroristi addestrati alla guerra aperta e a quella fatta di atti criminali o di guerriglia. Ripeto, sono perfettamente addestrati: i campi di addestramento si trovano nel territorio ceceno o altre aree governate dalla Federazione russa o associate al CSI, un campo di addestramento si trova …. in Austria, vicino a Vienna! Chi l’avrebbe mai pensato? Purtroppo questo l’ho saputo da poco da fonte attendibile: chi mai osa aprire bocca su queste cose? Sarebbe troppo audace prendere posizione su questioni così marcatamente vergognose per la Russia…
5) Scompaiono decine di persone in Ucraina: sequestrati, portati nei boschi, spesso torturati, uccisi. Di questo non c’è traccia nei media italiani. Saranno gli spiriti dei boschi a fare queste cose? e sono gli angeli dal cielo che danno le armi ai separatisti russi?
Pochi giorni fa è stato trovato morto vicino a Leopoli un professore universitario polacco, storico di chiara fama, che guarda caso era specialista di rapporti fra ucraini e polacchi, ed ha studiato l’Olocausto.
6) E veniamo così all’ultima questione: l’antisemitismo. Ne parlammo durante una trasmissione fatta con me in marzo. Evidentemente è servito a ben poco.
Oggi ho sentito dall’ospite di Radio 3 le stesse vecchie accuse sull’antisemitismo e il collaborazionismo ucraino (e “di tutta quella zona”). Lo sappiamo che l’antisemitismo c’era e continua ad esserci. Vorrei solo ricordarvi due cose:
a) la propaganda putiniana ed i fanatici sostenitori della russicità e dell’ortodossia russa estremista sono fra i più violenti antisemiti che esistano oggi (profanazioni di cimiteri, svastiche, slogan antisemiti sono una costante soprattutto nell’area di Odessa e delle repubbliche ucraine sud-orientali, quelle in cui agiscono i “filorussi”). A Roma abbiamo visto (in particolare durante la visita di Obama) manifesti con le sigle dei gruppi fascisti antisemiti italiani con scritto a caratteri cubitali “Roma è con Putin”.
b) Le comunità ebraiche dell’Ucraina hanno partecipato a tutte le fasi del Majdan e continuano a partecipare attivamente alla difficile fase che ora attraversa il governo ucraino legittimato dalle elezioni del 25 maggio. Se le comunità ebraiche partecipano, vuol dire che sono sono accettate. Che poi esistano antisemiti, non c’è dubbio: ma forse in Italia è diverso? Senza scomodare l’illuminata Francia che lo stesso 25 maggio ha votato in maggioranza per il partito ultranazionalista e razzista (veramente tale!). Forse converrebbe tener conto e far conoscere anche queste cose, e non solo i terribili retaggi di un tragico passato.
Mi fermo qui, ho abusato della Vostra pazienza. Mi permetto però di suggerire sommessamente di far parlare dell’Ucraina coloro che conoscono la situazione un po’ meglio del Vostro ospite di oggi e coloro che non hanno le opinioni preconfezionate derivate dalla generale sudditanza alla Russia che (per ragioni economiche, politiche e ideologiche) continua a dominare nell’opinione pubblica italiana, con eccezione di alcuni coraggiosi giornalisti ed editori che però vengono scarsamente ascoltati perché contrari agli interessi di altri potenti gruppi (e del PIL italiano – questo è l’unico fatto oggettivo che realmente pesa molto per il benessere economico italiano, e che quindi posso capire anch’io!)”

Massimiliano Di Pasquale

Advertisements