Sesso ucraino, il best seller dell’Ucraina post-sovietica

Oksana Zabuzhko – Sesso ucraino: Istruzioni per l’uso

Il mio libro è un bestseller atipico. Potremmo definirlo un long seller dal momento che ha già avuto dieci edizioni in Ucraina, tre in Russia, due in Germania e Polonia” mi raccontò qualche anno fa Oksana Zabuzhko ai tavoli del café Baraban, popolare ritrovo di giornalisti e intellettuali di Kyiv, nascosto in uno dei tanti cortili della Prorizna, una delle perpendicolari della Khreshchatyk.
Proprio in quell’anno – era il 2008 – la Besa di Nardò aveva pubblicato l’edizione italiana di Sesso Ucraino, istruzioni per l’uso, il suo controverso romanzo d’esordio uscito in Ucraina nel 1996 e diventato, contro ogni previsione, un fortunato caso editoriale.
Considerato da un sondaggio di qualche tempo fa, il libro che più ha influenzato la società ucraina nei primi 15 anni di indipendenza, sia a livello politico sia a livello letterario, Польові дослідження з українського сексу (questo il titolo in ucraino) è un’opera che non può lasciare indifferenti i suoi lettori.
Complesso, inviluppato in una scrittura magmatica, a tratti autoreferenziale, densa di rimandi e citazioni, il libro della Zabuzhko rappresentò, a ben vedere, un autentico pugno allo stomaco per la società ucraina dei primi anni ‘90 che non aveva ancora fatto i conti con molte eredità del suo passato sovietico.
Se oggi esiste una generazione di giovani scrittori, che la critica ha già ribattezzato i nipotini della Zabuzhko, lo si deve sicuramente a questo lavoro definito da alcuni la bibbia del femminismo ucraino anni ’90.

Oksana Zabuzhko

Oksana Zabuzhko

In realtà il fortunato bestseller della scrittrice di Lutsk, Ucraina Occidentale – uscito in Italia dodici anni dopo la sua pubblicazione in patria – non è opera che si presta a facili analisi e a interpretazioni univoche.
Formalmente un romanzo, il libro della Zabuzhko colpisce sin dalle prime battute per la complessità della prosa. Una prosa immaginifica, dal ritmo nervoso, inviluppata in un magma lavico stratificato denso di rimandi e citazioni che ricorda “attitudinalmente” le pagine di Virginia Woolf e Ingeborg Bachmann.
Il flusso di coscienza che lo pervade, alternando e mescolando piani e sguardi complementari (memoria/presente, Ucraina/Stati Uniti, prosa/poesia) è strumento efficace per fare riemergere – spesso lasciando poco all’immaginazione, talvolta servendosi proprio del potere dell’immaginazione – un io femminile soffocato da anni di sesso sterile e igienico.
Il ricordo del freddo amplesso nella dacia, memoria che riaffiora dalla gioventù della protagonista (Oksana stessa?) fotografa emblematicamente la sessualità nella defunta Unione Sovietica.
Quella che Joseph Roth in Viaggio in Russia chiama “unione sessuale non preceduta da alcun corteggiamento, da alcuna seduzione, da alcun rapimento d’anima”.
La portata provocatoria del libro non sta dunque nella descrizione iperrealista di coiti reali o presunti, desiderati o abiurati, quanto nel suo andare a scardinare quella concezione femminile, trait d’union tra zarismo e stalinismo, già stigmatizzata dallo scrittore galiziano nel 1926.

Oksana Zabuzhko - Sesso ucraino (cover)

Oksana Zabuzhko – Sesso ucraino (cover)

Sesso Ucraino è in effetti un libro politico.
Prende le mosse da Roth, attualizza la lezione di Kundera in chiave femminile e servendosi di un approccio memore dei gender studies statunitensi – l’autrice ha vissuto e lavorato a Pittsburg come lecturer universitaria – approda fino all’Ucraina, alla disperata ricerca di una propria identità, degli anni ’90.
Le profonde modificazioni politico-culturali intervenute nel paese negli ultimi quindici anni, oggi sempre più proiettato verso l’orbita europea, ma pur sempre afflitto da un’emigrazione endemica, fanno del libro “oltraggioso” della Zabuzhko una lettura ancora più interessante.

Oksana Zabuzhko – Sesso ucraino: Istruzioni per l’uso, Besa 2008, 13 euro. Traduzione di Lorenzo Pompeo, Grzegorg Kowalski, Mariana Prokopovyc.

Massimiliano Di Pasquale

Advertisements