Dreaming L.A. in Moscow

Sergej Minaev – Barbie Girls

Hai già deciso tutto?
Sì. Absolutely… Assolutamente”.
E quando pensi di trasferirti negli States?
Ancora un paio d’anni, honey. Diventerò head of purchasing, farò some investments, e via. Solo in Russia ci si può fare una carriera e una posizione, you known. Ma voglio vivere e investire America”.
(Sergej Minaev, Barbie Girls)

Sergej Minaev, Barbie Girls

Sergej Minaev, Barbie Girls

Barbie girls, uscito in Russia nel 2008, è il secondo capitolo, dopo Anime di Ghiaccio, di una trilogia che Sergej Minaev, editore, giornalista e conduttore televisivo, ha dedicato alla vita della gioventù russa odierna.
Il voluminoso romanzo, pubblicato in Italia nel 2011 da Nikita, casa editrice fiorentina specializzata in letteratura dell’Est Europa, è un affresco al vetriolo della Russia del XXI secolo.
Priva di riferimenti etici e morali, la gioventù dorata moscovita ritratta in queste pagine, con le sue trasgressioni e il suo vivere sfrenato, è l’emblema di un paese che dopo il crollo del comunismo, anziché imbracciare il sentiero della democrazia, ha finito per adottare solo l’involucro esterno, soldi, lusso e divertimento, del mondo occidentale.
I personaggi e le vicende che ruotano attorno al protagonista principale Andrej Mirkin, giornalista di gossip, avido consumatore di alcool, cocaina e frequentatore di party a luci rosse, ricordano molto da vicino le pagine newyorkesi di American Psycho, il libro di culto in cui Bret Easton Ellis raccontava impietosamente l’America dello yuppismo di metà anni ’80.

Bret Easton Ellis

Bret Easton Ellis

La vita di Andrej Mirkin, che a differenza di Patrick Bateman non è un finanziere di Wall Street, ma il figlio di un oligarca russo che scrive recensioni di locali e ristoranti per patinate riviste glamour di Mosca, è un susseguirsi di serate frivole e inconsistenti a base di stupefacenti, sesso casuale, abiti e oggetti firmati.
La descrizione minuziosa dei capi indossati da Mirkin, perfettamente funzionale a enfatizzare la vacuità del mondo di riferimento del protagonista, è di chiara matrice ellisiana, tant’è che in alcuni passaggi del libro si ha quasi l’impressione che Bret Easton Ellis si trasformi da modello di riferimento letterario in oggetto di plagio.
Questo è in effetti il vero limite di un romanzo che, oltre all’importanza storico-sociologica nel fotografare la Mosca consumistica degli anni zero (gli anni del putinismo), avvalendosi di una prosa accattivante e scorrevole, si legge tutto d’un fiato nonostante l’imponente mole.

Sergej Minaev, Barbie Girls Nikita Editore, Firenze (2011) pp. 559 p € 14,50

Massimiliano Di Pasquale

Advertisements