Taras Shevchenko, l’eroe nazionale ucraino

La maggior parte degli italiani, anche coloro che nutrono un timido interesse per il calcio, associa immediatamente il nome Shevchenko al più famoso calciatore ucraino, quell’Andriy che, appese le scarpette al chiodo nel luglio 2012, aveva cercato, con scarsa fortuna, di riciclarsi in politica nella lista Ucraina-Avanti di Natalia Yuriivna Korolevska.
Ma per gli ucraini il vero Shevchenko, quello che hanno nel cuore da sempre è Taras, il poeta ed eroe nazionale nato nel 1814 a Moryntsy, villaggio sulla riva destra del Dnipro, da una famiglia di servi della gleba.
Orfano di entrambi i genitori a soli dodici anni, Shevchenko riesce a riscattare un’infanzia miserrima grazie a un prodigioso talento artistico, letterario e filosofico fino a diventare l’icona nazionale dell’Ucraina.

Museo Shevchenko© Massimiliano Di Pasquale (All rights reserved)

Museo Shevchenko© Massimiliano Di Pasquale
(All rights reserved)

Figlio dell’era cosacca come Nikolai Gogol, Taras Shevchenko è una figura complessa ed emblematica dell’Ottocento slavo. Cristo e criminale, nuovo etmano per gli ucraini polacchi, “porco malorusso buono solo per il lardo” per i nazionalisti russi, in epoca sovietica addirittura “amico dei lavoratori” in una lettura che lo riduce, come scrive la studiosa Oxana Pachlovska, a “stucchevole facciata folcloristica”, Shevchenko incarna in realtà con la sua opera, strettamente legata alla sua drammatica esistenza, la vita dell’intellettuale ribelle ucraino di quegli anni.
Sia lui che Gogol – sottolinea il critico Yevhen Malaniuk – evidenziano con la loro produzione letteraria le tortuose interconnessioni russo-ucraine dell’epoca e la disintegrazione dell’unitarietà della società ucraina sotto il giogo dell’Impero russo.
Mentre Gogol, figlio della società cosacca nobiliare, drammaticamente sospeso tra due mondi, rivela con il riso il meccanismo perverso su cui si regge l’Impero – non è un caso che in Portret (Il ritratto), scritto grazie al sussidio della corte, riprenda il tema faustiano della vendita dell’anima al demonio –, Shevchenko, figlio della società cosacca contadina, scommette sulla capacità rigenerativa della nazione attraverso la radicalità della sua poesia di protesta.
Il poeta, erede della tradizione dei Kobzar, i mitici cantastorie ucraini, se da un lato fa compiere alla lingua ucraina il necessario salto di qualità affinché sia conosciuta e apprezzata in tutto il mondo, dall’altro incita tutti i popoli oppressi alla ribellione.
Dice ‘lottate – e vincerete’ non solo all’Ucraina, ma alla Polonia, ai Paesi Baltici, alla Finlandia, alla Moldova, ai popoli del Caucaso e dell’Asia, e alla Russia stessa. Per tutti i popoli dell’impero rappresenta una chiara voce di ribellione, una radicale opposizione a un sistema politico basato sulla sottomissione più mortificante, e rivendica per tutti i paesi e le nazioni inglobati nell’impero l’indipendenza culturale e politica”.
Per i suoi sentimenti democratici, il suo anticlericalismo, la sua opposizione all’autocrazia, Shevchenko rappresenta ancora oggi il vessillo dell’Ucraina e una spina nel fianco per il neo-imperialismo russo.
Morto a soli 47 anni per un banale incidente (cade dai gradini del suo studio a Pietroburgo) Taras Shevchenko viene sepolto – seguendo la volontà testamentaria espressa nella toccante poesia Zapovit (Testamento) – a Kaniv sulla collina Chernecha, oggi Tarasova Hora.
Il sacerdote che officia la messa funebre in suffragio del poeta su quella splendida altura con una magnifica vista sul Dnipro profetizza: “Questa sarà un nuovo Golgota, e la croce eretta qui, come la Croce di Dio che si vede a Gerusalemme e in Giudea, si vedrà in Ucraina da tutte e due le rive del Boristene”.

Statua Shevchenko a Lviv© Massimiliano Di Pasquale (All rights reserved)

Statua Shevchenko a Lviv© Massimiliano Di Pasquale (All rights reserved)

Tappa fissa di tutte le crociere sul Dnipro e sosta obbligata per chi attraversa la oblast di Cherkasy, Kaniv è visitata ogni anno da centinaia di viaggiatori che tributano il loro personale omaggio al poeta ucraino.
Il Museo Shevchenko, riaperto di recente dopo anni di restauri, è davvero fondamentale per conoscere la vita e l’opera di Taras Shevchenko. L’edificio a due piani ospita una collezione di oltre 20.000 oggetti tra cui incisioni originali di Shevchenko, edizioni rare dei suoi scritti, preziosi documenti d’archivio, fotografie, materiali audio e video, cimeli del poeta e diverse opere pittoriche di famosi artisti ucraini ispirate alla sua vita e alla sua opera.

Massimiliano Di Pasquale

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