I migliori libri del 2014

Qualche settimana fa, quando decisi di scrivere questo articolo sui migliori libri del 2014 di Eastern Europe Post, certo che il Maidan di Kyiv verrà ricordato come uno spartiacque nella Storia dell’Europa Centro-Orientale degli ultimi 100 anni, volevo fare precedere il pezzo vero e proprio da un’analisi di natura geopolitica. Il 2014, al pari del 1989 di cui ricorreva il 25° anniversario, è stato infatti un anno epocale che ha segnato l’inizio di un nuovo scontro, duro e senza infingimenti, tra l’Europa Occidentale e la Russia di Putin. Se venticinque anni fa, con il crollo del Muro di Berlino, si concludeva la Guerra Fredda, oggi a distanza di un quarto di secolo, l’aggressività su scala mondiale della Russia – già denunciata da Edward Lucas nel 2008 in “The New Cold War” – ci pone di fronte all’inquietante scenario geopolitico di una Nuova Guerra Fredda fra l’Occidente e una Russia che, abiurati i timidi tentativi di riforma del primo Eltsin, ha trovato nelle politiche autocratiche e imperialiste di Putin un collante che affascina in egual misura stalinisti, fascisti e populisti anti-occidentali. Dopo un’attenta riflessione ho pensato che un’analisi di siffatta natura esulasse dallo scopo di questo articolo e che fosse più che sufficiente, per rendere ragione delle mie scelte editoriale, la breve introduzione che avete appena letto. Coerentemente con un blog che si occupa di Paesi dell’Europa Orientale le scelte privilegiano libri, sia essi di saggistica o di narrativa, che permettono al lettore italiano di scoprire un universo ancora oggi ignoto e oggetto di letture parziali dovute a molteplici ragioni non ultima l’egemonia culturale in ambito accademico ed editoriale di settori della sinistra italiana storicamente legati all’URSS. La curiosità intellettuale abbatte steccati ideologici, visioni fuorvianti di un mondo altro che ci è stato raccontato solo attraverso stereotipi e ci può accostare a mondi e a culture affascinanti ingiustamente snobbate fino all’altro ieri solo per pigrizia o scarsa conoscenza. Buona lettura
Istruzioni per l’uso:
I libri non sono in ordine di importanza. Il titolo che compare per primo non è necessariamente il miglior libro del 2014 per Eastern Europe Post
• Alcuni testi sono usciti a fine 2013 , altri sono stati inseriti come imprescindibili “recuperi”
• Non sono dieci come le classifiche di fine anno della maggior parte dei giornali ma molti di più

1. Mark Hollingsworth, Stewart Lansley “Londongrad. From Russia with cash. The Inside Story of the Oligarchs” (Four Estate, London, 2010).
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Londongrad, uscito in Inghilterra nel 2010 e mai tradotto in Italia, è un saggio che racconta la storia degli oligarchi russi residenti nella capitale britannica e la complessa rete di relazioni politico-economiche che li ha legati e li lega al Cremlino e a Londra, centro finanziario internazionale, scelto, a partire dalla fine degli anni’90 come base delle proprie attività. Complesso e articolato, capace di coniugare diversi registri giornalistici – dalla cronaca di costume a quella finanziaria, passando inevitabilmente per quella nera, basti pensare all’omicidio Litvinenko – il libro di Hollingsworth e Lansley è lettura imprescindibile per chi voglia conoscere più da vicino la storia della Russia degli ultimi 20 anni.

2. Joseph Roth “L’Anticristo” (Editori Riuniti, 2010).
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Inedito in Italia fino a 4 anni fa, questo lavoro del grande scrittore mitteleuropeo di Brody (Galizia austroungarica) si rivela libro di straordinaria attualità. Imprescindibile cartina al tornasole per decifrare il male del nostro tempo. Gli incubi degli anni ’30 – Roth ben 15 anni prima di Orwell osò mettere sullo stesso piano le aberrazioni del nazismo e quelle del comunismo – il mondo falso e vacuo di Hollywood, epitome di una civiltà dell’immagine così vicina a quella attuale delle “realtà virtuali”, fanno de L’Anticristo opera profetica e assolutamente originale.

3. Edward Lucas “La Nuova Guerra Fredda. Il putinismo e le minacce per l’Occidente” (Università Bocconi Editore, Milano 2009).
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Bollato da Sergio Romano, che ne ha curato la prefazione in Italia, come “una inutile provocazione” dietro la quale si nasconde “non tanto il desiderio di riformare la Russia, quanto di indebolirla e umiliarla”, il testo di Edward Lucas si è rivelato altresì drammaticamente profetico nel delineare uno scenario di Guerra Fredda che i più saggi avevano già intuito dopo l’invasione del Cremlino in Georgia nell’estate del 2008. Chi ha dimestichezza con l’inglese può recuperare l’ultimissima edizione uscita qualche mese fa aggiornata alla recente crisi ucraina.

4. Svetlana Aleksievič “Tempo di seconda mano” (Bompiani 2014).
Tempo di seconda Mano - Svetlana Aleksievic (Bompiani)
Romanzo corale in cui le memorie private di cittadini ex sovietici si intrecciano con gli avvenimenti storici degli ultimi 23 anni, dal 1991 che segnò la dissoluzione dell’URSS, al 2014 del Maidan ucraino. Essenziale per comprendere le idiosincrasie dell’homo sovieticus e la vita nel mondo post-sovietico segnata da stenti, disillusioni e speranze tradite.

5. Charles King “Odessa. Splendore e tragedia di una città di sogno” (Einaudi, 2013).
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Saggio scritto con il piglio fresco e avvincente di un romanzo, il libro di King, frutto di anni di ricerche bibliografiche e sul campo, è un affresco colto e affascinante della città più cosmopolita di Ucraina. Polis meticcia che, nel corso dei secoli, ha ispirato registi come Ėjzenštejn, scrittori quali Aleksandr Puškin e Isaak Babel’ ma in cui si sono consumate pagine tragiche dell’ebraismo orientale.

6. Andrei Kurkov “Diari Ucraini” (Keller, 2014).
Diari Ucraini - Andrei Kurkov (keller)
Le proteste del Maidan di Kyiv nel libro più intimista e cupo di Andrei Kurkov, scrittore pietroburghese dalla vena gogoliana. I suoi diari, che coprono l’arco temporale che va dal novembre 2013 (inizio delle proteste sul Maidan Nezalezhnosti) al giugno 2014, passando in rassegna eventi che sono già storia (caduta del regime di Yanukovych, annessione della Crimea, guerra in Donbas…), sono utilissimi per comprendere cosa sta accadendo oggi sull’ultima frontiera orientale. Complementare al libro di Kurkov l’ebook dal taglio volutamente didattico pubblicato da Mauro Voerzio, Gli angeli del Maidan, che racconta sulla base dell’esperienza diretta – l’autore è stato infatti nei luoghi delle proteste – la Rivoluzione della Dignità del popolo ucraino. gli angeli di maidan - Mauro Voerzio(online https://www.bookrepublic.it/book/9786050321227-gli-angeli-di-maidan/)

7. Antonio Carioti, Paolo Rastelli (a cura di) “1989. Il crollo del Muro di Berlino e la nascita della Nuova Europa” (Corriere della Sera/RCS, 2014).
1989 -
Raccolta di 21 articoli/saggi che da prospettive diverse analizzano, a distanza di 25 anni, l’evento più importante del secondo Novecento. Lettura interessante, seppure dalla qualità disomogenea. Buoni i contributi di Federico Argentieri, Pierluigi Battista, Gian Piero Piretto, Paolo Lepri e le intervista di Antonio Carioti e Paolo Valentino rispettivamente a Gianluca Falanga e a Joschka Fischer.

8. Patrick Leigh Fermor “Fra i Boschi e l’Acqua” (Adelphi 2013).
Fra i Boschi e l'Acqua - Patrick Leigh Fermor (Adelphi)
Meno noto di Chatwin, nonostante lo stesso autore di “In Patagonia”, lo abbia più volte definito il suo maestro, Leigh Fermor è narratore di razza che merita di essere scoperto anche in Italia. Un plauso all’ottima Adelphi che negli ultimi anni sta pubblicando tutto il suo catalogo. Seconda parte del viaggio descritto in “Tempo di Regali” (Adelphi 2009), “Fra i Boschi e L’acqua” ripercorre i mille chilometri successivi dalla Grande Pianura ungherese fino ai Carpazi rumeni. Quando la letteratura di viaggio assurge a vera e propria arte.

9. Rachel Polonsky “La Lanterna Magica di Molotov” (Adelphi 2014).
la lanterna Magica di Molotov - Rachel Polonsky (Adelphi)
Un excursus nella storia della Russia dal taglio assolutamente originale. Una sorta di ricerca del tempo perduto che prende le mosse casualmente dai libri ritrovati dall’autrice nella biblioteca privata dell’appartamento moscovita di Molotov.

10. Valerij Panjuškin “L’Olimpo di Putin”(Edizioni E/0 2014).
L'Olimpo di Putin - Valerij Panjuskin (edizioni EO)
Ogni metropoli ha al suo quartiere esclusivo. A Mosca si chiama Rublyovka: qui vive il gotha della politica e della finanza russa. Chi abita dietro ai muri altissimi che circondano queste ville sontuose appartiene all’Olimpo del nuovo Zar. Il fatto che Putin e Medvedev vengano volutamente lasciati sullo sfondo e che l’autore usi il fioretto rinunciando a stilettate aperte non inficia la rilevanza di un testo che fotografa con nitidezza, seppur venata di sottile sarcasmo e ironia, la Russia attuale.

11. Donatella Sasso “Milena, la terribile ragazza di Praga” (Effatà Editrice, 2014).
Milena la terribile ragazza di Praga - Donatella Sasso (Effatà editrice)
È un libro molto bello e di piacevole lettura quello scritto da Donatella Sasso, ricercatrice di storia contemporanea presso l’Istituto Salvemini di Torino e appassionata di cultura ebraica. Il primo in Italia a ripercorre la vita di Milena Jesenská, nota ai più per la sua tormentata storia d’amore con lo scrittore Franz Kafka…. Il libro della Sasso ci aiuta a scoprire le gesta di una donna la cui straordinaria vita è sempre stata caratterizzata da coraggio e tenacia anche nei momenti più drammatici.

12. Marietta Čudakova “Michail Bulgakov. Cronaca di una vita” (Odoya 2013).
Michail Bulgakov. Cronache di una vita - Marietta Cudakova (Odoya)
Opera monumentale, quasi 500 pagine, che ripercorre la vita di uno dei più grandi scrittori russi del ‘900. “Un libro – come ha acutamente scritto la traduttrice e curatrice dell’opera Claudia Zonghetti – che porta il lettore a Kiev prima e a Mosca poi, sottobraccio a Bulgakov e ai suoi amici e detrattori […] Un libro vivo, che ci scaraventa anima e corpo in una parabola umana faticosissima, intensa e tragica, ma sempre con un angolo delle labbra alzato…”

13. Katja Petrowskaja “Forse Esther” (Adelphi 2014).
Forse Esther - Katja Petrowskaja (Adelphi)
Die Zeit ne ha tessuto le lodi definendolo il migliore romanzo che la letteratura tedesca abbia prodotto dopo Austerlitz di Sebald. Petrowskaja scrive in tedesco ma è nata a Kiev nel 1970 e si è laureata a Tartu in Estonia. Il suo libro, che coniuga cultura russa, ucraina, ebraica e tedesca, è un intenso viaggio a ritroso nella storia del Novecento che parte da una tragedia famigliare. Kiev, Mosca, Varsavia, Berlino… i ghetti, i gulag stalinisti e i lager nazisti…

14. Jan Brokken “Anime Baltiche” (Iperborea 2014).
Anime Baltiche - Jan Brokken (Iperborea)
Riga, Tallinn, Vilnius, Kaliningrad… Anime Baltiche dello scrittore e viaggiatore olandese Jan Brokken, racconta con taglio colto e piacevole, quello della miglior narrativa di viaggio, la storia di questo pezzo dimenticato d’Europa che in troppi ancora oggi confondono con la Russia.

15. Avrom Bendavid-Val “I cieli sono vuoti. Alla scoperta di una città scomparsa” (Guanda 2013).
I cieli sono vuoti - Avrom Bendavid - Val (Guanda)
Nel fortunato romanzo di Jonathan Safran Foer “Ogni cosa è illuminata” il nome di fantasia del villaggio ebraico in cui il protagonista andava alla ricerca delle proprie radici era Trachimbrod, nella realtà si chiamava Trochenbrod. Il libro di Bendaviv-Val ricostruisce con estremo rigore filologico la storia di questo luogo dell’Ucraina occidentale (distrutto nel 1941 dalla furia nazista) esempio unico di cittadina completamente ed esclusivamente ebraica.

16. I.J. Singer “La Famiglia Karnowski” (Adelphi 2013).
La famiglia Karnowski - I.J. Singer (Adelphi)
Il romanzo più bello che mi sia capito di leggere da 10 anni a questa parte. La saga di questa famiglia ebrea (tre generazioni a confronto sullo sfondo di Polonia, Germania e Stati Uniti) raccontata da Singer con uno stile nitido e avvincente – non riesci a staccarti facilmente da queste pagine – è uno dei capolavori del Novecento solo recentemente riscoperto. Verrò accusato di blasfemia se dico che per me è superiore ai “Buddenbrook” di Thomas Mann?

17. Kosztolányi Dezsó “Anna Édes” (Edizioni Anfora, 2014).
Anna Édes Dezsö Kosztolányi(Edizioni Anfora)
Sándor Márai, uno dei più grandi scrittori ungheresi del Novecento, autore di capolavori come “Le Braci” e “L’eredità di Eszter”, parlava di Kosztolányi come di un autentico genio letterario. Leggendo Anna Édes, forse il miglior romanzo dello scrittore di Szabadka, non si può che condividere il giudizio di Márai. Lettura imprescindibile per chi ama le atmosfere drammatiche e decadenti della miglior letteratura mitteleuropea. Grazie ai tipi di Anfora per averci regalato questo autentica perla.

Massimiliano Di Pasquale

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