Riepilogo settimanale degli eventi di guerra in Donbas (12-18 gennaio 2015)

Oggi Eastern Europe Post ospita un articolo di Dana Kuchmash che, sulla base dei dati forniti dal gruppo di Resistenza Informativa del giornalista militare Dmytro Tymchuk, ricostruisce ciò che è successo nell’ultima settimana, dal 12 al 18 gennaio, in Donbas (Ucraina). Dal momento che nessun organo di informazione italiano documenta l’aggressione russa e l’intensificarsi delle operazioni militari dei mercenari russi in Ucraina, l’articolo di Dana, che ringrazio per questo suo lavoro, è di fondamentale importanza. In Donbas vi è in atto una guerra voluta dalla Russia di Putin, la stessa Russia che ipocritamente manda il ministro degli esteri Sergei Lavrov a Parigi a esprimere solidarietà alla Francia contro il terrorismo islamico dopo gli attentati del 7 gennaio alla redazione di Charlie Hebdo, che rischia di passare inosservata e le cui conseguenze minano la pace e la stabilità dell’intera Europa. Je suis Ukrainienne (M.D.P.)

Tymchuk

Sono stati registrati scontri armati tra l’esercito ucraino e le truppe russo-terroristiche nelle seguenti località del Donbas: Donetsk (l’aeroporto), Pisky, Avdiivka, Horlivka, Iasynuvata, Snizhne, Krymske, Stanytsia Luhanska, Debal’tseve, l’area Mykolaivka-Hranitne, Hnutove, Stepne, Popasna, Triokhizbenka.
Durante la settimana passata, le truppe russo-terroriste hanno continuato ad aumentare progressivamente l’attività delle loro unità.
Il punto più caldo delle azioni di guerra rimane l’aeroporto di Donetsk.
Nella zona di Donetsk è stata documentata l’attività di 3 gruppi di mezzi corazzati del nemico. Uno di loro opera tra Spartak e l’aeroporto di Donetsk, un altro ha preso la postazione davanti all’aeroporto di Donetsk, e il terzo gruppo opera tra le località Pisky e Krasnohorivka. I suddetti gruppi di mezzi corazzati eseguono il diretto sostegno con il fuoco della “fanteria” del nemico, che attacca l’aeroporto di Donetsk e la località Pisky.
Nonostante le dichiarazioni dei capi della “RPD”, che i terroristi “non permetteranno la rotazione dell’esercito ucraino all’aeroporto di Donetsk” senza un controllo da parte loro, le truppe ucraine svolgono la fornitura di munizioni, alimenti, soccorrono i feriti, e eseguono la rotazione del personale nelle postazioni dell’aeroporto di Donetsk. Sono state sviluppate alcune vie della fornitura e rifornimento in questo impianto che i terroristi non sono in grado di bloccare.
Nella regione di Donetsk gruppi uniti di artiglieria delle truppe russo-terroristiche, composti dagli obici da 122 mm D-30, i mortai da 120 mm, i lanciarazzi multiplo, hanno ricominciato massicci bombardamenti della zona di località Avdiivka, Donetsk (area ovest e nord-ovest), Horlivka (area di Kurhanka).
A Horlivka due gruppi uniti dell’artiglieria delle truppe russo-terroristiche (composti di artiglieria, mortai, lanciarazzi multipli) bombardano le postazioni dell’esercito ucraino. Dopo aver eseguito i colpi l’artiglieria il nemico cambia subito le postazioni.
Dalla zona di località Iasynuvata e dal distretto Kuibyshevskyi di Donetsk i gruppi di artiglieria delle truppe russo-terroristiche bombardano le postazioni dell’esercito ucraino e gli impianti civili. I bombardamenti periodicamente si svolgono nei confronti delle postazioni ucraine nella zona di Avdiivka e dell’aeroporto di Donetsk. Si nota la copertura di fanteria. Inoltre, in seguito ai bombardamenti vengono colpiti gli impianti della fabbrica di carbon coke di Avdiivka (non meno di 10 esplosioni durante 3 giorni della settimana).

Donetsk Sergey Prokofiev International Airport

Nell’arco tra Avdiivka e Iasynuvata i militanti prendono le misure per rinforzare le barriere e costruire le nuove fortificazioni. Viene creato il sistema di difesa nodale, allo scopo di trasformarlo nel sistema di difesa a scaglioni in quest’aera, e anche più avanti fino a Horlivka e fino al distretto Kuibyshevkyi di Donetsk. A nord e nord-est da Donetsk, lungo la strada Horlivska, viene svolto il trasferimento dei mezzi civili da cantiere.
Nella zona di Snizhne (regione di Donetsk) sono state notate nuove unità delle Forze Armate russe, che hanno preso sotto il loro controllo l’infrastruttura dei trasporti e hanno organizzato il servizio ai posti di blocco in quest’area. Nei prossimi giorni si attende il trasferimento in suddetta zona di una grossa formazione dalla Russia.
È stato documentato l’arrivo a Luhans’k di un’unità delle Forze Armate russe (circa 300 persone). I militari russi indossano la mimetica invernale senza i segni di riconoscimento, sono ben armati e attrezzati. La casa dello studente dell’Università Nazionale agraria di Luhans’k è stata assegnata a questa unità come il luogo di loro dislocamento.
Al fianco della piazza d’armi di Debal’tseve (zona di località Irmyne) è arrivato un gruppo tattico di compagnia (GTC) delle truppe russo-terroristiche. Questo GTC è composto da 15 mezzi corazzati BBM e 3 carri armati. Il sopracitato gruppo è un’unità avanzata del gruppo tattico di battaglione del nemico, che viene spostato attraverso Krasnodon-Luhans’k e viene concentrato dietro la località Stakhanov. Il GTC è composto dai militari russi dai reparti e dalle unità del Distretto militare sud della Federazione Russa.
Nella direzione di Donetsk, attraversando le località Snizhne e Amvrosiivka, continuano a proseguire i convogli di rifornimento delle truppe russo-terroristiche. La rete del gruppo RI registra circa 15-20 camion telonati al giorno. Alcuni incolonnamenti sono accompagnati dai mezzi corazzati e dalle unità di fanteria delle truppe russo-terroristiche.

je suis ukrainienne

Giunge al suo termine un altro ciclo dell’addestramento dei militanti per le azioni di guerra al Donbas negli specializzati centri di addestramento a Pereval’ne (Crimea occupata) e nei pressi di Rostov sul Don (Federazione Russa). La quantità totale dei militanti preparati supera i 3000 uomini. Queste forze dei terroristi faranno parte delle formazioni armate centralizzate della cosiddetta “Novorossia”.
Gli “specialisti” russi continuano a prendere le misure per centralizzare la struttura militare della cosiddetta “Novorossia”. È stata eseguita la numerazione delle bande, la loro strutturazione (reggimenti, brigate, battaglioni), è stata introdotta un’unica struttura organizzativa, è stato nominato il comando, sono stati assegnati i “gradi militari” ai capi delle bande, che fanno parte della struttura unica.
Martedì, il 13 gennaio del 2015, verso le 14:30 i militanti hanno cinicamente attaccato con i lanciarazzi multiplo BM-21 GRAD il check-point ucraino nel villaggio Buhas, nei pressi di località Volnovakha, e hanno colpito in pieno un autobus di civili, uccidendo 13 passeggeri (dieci sul posto e tre persone sono morte dopo in ospedale) e ferendone altri 18.

Je suis Volnovaha

Le videocamere di sorveglianza installate al check-point ucraino di Buhas ha registrato il video dell’attacco terroristico. Questa prova è stata consegnata agli osservatori della missione dell’OSCE, arrivati ad esaminare il luogo dell’attacco. Gli esperti hanno constatato che il fuoco è partito dai GRAD che si trovavano nella località Dokuchaievsk.
Nella zona di Dokuchaievsk si trova un gruppo unito di artiglieria “dell’esercito di Novorossia”, diventato “famoso” grazie alla loro abitudine di svolgere i bombardamenti caotici con artiglieria, senza prendere la mira. Questa unità fa parte dei gruppo tattico delle truppe russo-terroristiche.
In base alle precedenti comunicazione del gruppo RI, in seguito alla diserzione di massa e alla fuga delle unità dei terroristi, il “fronte” delle truppe russo-terroristiche nella zona di località Olenivka “si è sgretolato”. Perciò il comando terroristico doveva prendere le misure urgenti per ripristinare la “linea del fronte”. In particolare, in questa zona sono state trasferite dal distretto Petrovskyi di Donetsk le unità supplementari dei militanti. Il trasferimento delle forze e risorse è stato eseguito con la copertura del fuoco di artiglieria dalla zona di Dokuchaievsk. Secondo la versione del gruppo RI, la tragedia di Volnovakha è il risultato del tentativo di fermare oppure ostacolare il possibile proseguimento dell’esercito ucraino a nord dal villaggio Stepne verso Olenivka, prima dell’arrivo dei rinforzi.

Dana Kuchmash

Advertisements