Riepilogo settimanale degli eventi di guerra in Donbas (19 – 25 gennaio 2015)

Come la scorsa settimana Eastern Europe Post ospita un articolo di Dana Kuchmash che, sulla base dei dati forniti dal gruppo di Resistenza Informativa del giornalista militare Dmytro Tymchuk, ricostruisce ciò che è successo nell’ultima settimana, dal 19 al 25 gennaio, in Donbas (Ucraina). Quella appena conclusasi è stata una settimana davvero tragica… Nonostante i media italiani continuino ad occuparsi di patti del nazareno e di altre questioni futili e irrilevanti – tv e giornali italiani sono potentissime armi di distrazione di massa – l’offensiva russa in Donbas ha portato alla morte di decine di civili a Donetsk e a Mariupol, vittime innocenti di vili attacchi terroristici. La comunità internazionale ha invitato il presidente russo Vladimir Putin a non violare l’accordo di Ginevra, ma quell’accordo non è mai stato rispettato dai terroristi russi armati e supportati dal Cremlino.

Pavel Gubarev

Putin continua a negare l’evidenza – nonostante Pavel Gubarev, autoproclamatosi governatore della Repubblica Popolare di Donetsk ha scritto sulla sua pagina Facebook “che i suoi stanno attaccando Mariupol”, ossia che sono stati i suoi miliziani con missili Grad a bombardare la popolazione civile – e l’Europa fa spallucce. Nelle ultime ore in Italia i media sono impegnati a tessere le lodi di Tsipras e della sua sinistra “radicale ma democratica”. Una sinistra talmente democratica che non solo ha l’appoggio e il supporto di molti partiti fascisti e xenofobi d’Europa come il Fronte Nazionale di Marine Le Pen, ma che, in ossequio ad autentici principi di democrazia e di rispetto del diritto internazionale, difende l’operato dell’inquilino del Cremlino in Ucraina. L’ONU tace come ai tempi di Sarajevo…. (M.D.P.)

Questa settimana gli informatori sul campo del gruppo Resistenza informativa segnalavano un’attivazione delle truppe russo-terroristiche lungo tutta la linea del fronte in Donbas. In particolare, i punti più bollenti della zona del conflitto erano l’aeroporto di Donetsk, la zona della stessa città di Donetsk, Debal’tseve, Pisky, Avdiivka, Mariupol, i posti di blocco n°31 e 29, Triokhizbenka, Krymske, Stanytsia Luhanska.
All’inizio della settimana l’attenzione di tutti era rivolta agli eventi intorno all’aeroporto di Donetsk. Dove i militari ucraini, i cosiddetti “cyborgs” combattevano contro le truppe russo-terroristiche.
Il nemico continuava a bombardare le postazioni avanzate dell’esercito ucraino nella zona dell’aeroporto di Donetsk, e nella zona di località Pisky, Opytne e Avdiivka, cercando di ostacolare l’arrivo dei rinforzi per le unità ucraine, e per ostacolare la loro riorganizzazione. Il tentativo di “fermare l’avanzamento” dei mezzi corazzati ucraini, trasformatosi nella distruzione del ponte Putylivskyi, era il risultato del panico tra le file delle bande, che sono state bombardate dai carri armati del gruppo dei mezzi corazzati ucraini e sono stati costretti ad abbandonare le proprie postazioni. Nell’area di Spartak l’artiglieria ucraina ha soppresso i punti da sparo del nemico. L’esercito ucraino si era stabilito nella periferia di Spartak. I militanti invece di eseguire il compito di “prendere sotto il controllo” l’aeroporto di Donetsk, hanno perso una parte delle postazioni ai fianchi.
Ma purtroppo i militari ucraini non sono riusciti a mantenere il successo raggiunto a Spartak a causa del malfunzionamento dei mezzi corazzati e della cattiva gestione del comando. Il nemico ha respinto le truppe ucraine, e dopo aver fatto esplodere il nuovo terminal dell’aeroporto ha costretto i soldati ucraini a ritirarsi. Tuttavia i cyborgs non hanno abbandonato del tutto l’aeroporto di Donetsk, anzi sono arrivati i rinforzi e ancora oggi ci sono i combattimenti per il controllo di quel territorio.
Un altro punto bollente del fronte era il posto di blocco n°31. Continuavano i combattimenti feroci in quell’area. Il nemico ha spiegato una quantità considerevole di artiglieria, si notavano minimo 2 gruppi di artiglieria (totale circa 25 unità di artiglieria, principalmente sono gli obici D-30 da 122 mm, e circa 10 lanciarazzi multiplo). Tali gruppi hanno eseguito gli ordini di colpire non solo le unità ucraine nelle postazioni avanzate, ma anche all’interno del loro ordine di battaglia. Inoltre, l’artiglieria del nemico ha tentato di ostacolare l’arrivo dei rinforzi e lo svolgimento della fornitura delle risorse tecnico-materiali alle unità dell’esercito ucraino nella suddetta zona. Il nemico tentava di svolgere la ricognizione con l’artiglieria (in primis allo scopo di raccogliere i dati per i bombardamenti con l’artiglieria nei confronti dei punti di controllo, rifornimento e collegamento delle truppe ucraine). Alla fine il posto di blocco n°31 è stato distrutto dall’artiglieria del nemico, ed è diventato la terra di nessuno.
Anche nella zona di strada Bakhmutska (la cosiddetta Bakhmutka) continuano i combattimenti feroci tra le truppe ucraine e quelle russo-terroristiche. In questa zona il nemico ha compiuto sforzi significativi per “rompere il fronte”, tuttavia questi sforzi non hanno avuto alcun successo. Nella suddetta area sono state documentate le attività dei due gruppi di artiglieria del nemico, che interagiscono tra di loro (circa 40 unità di artiglieria e di lanciarazzi multiplo), e circa 25 carri armati e i mezzi corazzati BBM, concentrati in un’area stretta. I bombardamenti e i tentativi dell’assalto da parte del nemico incontrano la risposta dell’esercito ucraino, che difende le proprie postazioni avanzate lungo il fiume Siverskyi Donets. Inoltre, le postazioni delle truppe ucraine nella zona di località Krymske e Triokhizbenka si sottopongono ai massicci bombardamenti.

Donbas

Lungo la strada Bakhmutska proseguono i tentativi dell’offensiva del nemico nella zona di posto di blocco n°29. Due attacchi massicci i militanti hanno svolto con il supporto di artiglieria. Tuttavia in seguito alle azioni di risposta delle unità di artiglieria dell’esercito ucraino il nemico non è riuscito ad avanzare significativamente verso il fiume Siverskyi Donets, avendo perso minimo 4 unità dei mezzi corazzati.
Lungo tutta la linea del fronte le truppe russo-terroristiche hanno continuato la riorganizzazione, il rafforzamento e il completamento delle proprie file. Dal territorio della Federazione Russa sono arrivati i rinforzi composti dalla forza viva e dai mezzi di combattimento. In alcune zone i militari russi si travestono dai militanti locali.
Nella zona di Mariupol il nemico ha eseguito una serie dei bombardamenti massicci nei confronti delle postazioni dell’esercito ucraino (la zona di Talakivka, Pavlopil, Sartana). Questi bombardamenti sono stati svolti allo scopo di coprire la riorganizzazione delle unità russo-terroristiche nella direzione di Mariupol. I gruppi avanzati del nemico sono rinforzati significativamente sia con la forza viva sia con i mezzi da combattimento. Vengono notate le azioni in quest’area di minimo 10 carri armati dei militanti direttamente nelle postazioni frontali. Continua l’avanzamento dei mezzi corazzati verso le linee frontali. Tuttavia, i gruppi avanzati delle truppe russo-terroristiche non sono riusciti ad avanzare né a nord-est né a nord da questa città. L’artiglieria del nemico svolge il fuoco massiccio nei confronti delle postazioni avanzate dell’esercito ucraino, tentando di creare le condizioni per l’ulteriore avanzamento dei gruppi dei militanti.
Il comando delle truppe russo-terroristiche dopo la riorganizzazione delle proprie formazioni, operanti nella direzione marina, di nuovo ha tentato di svolgere l’offensiva a nord e nord-est da Mariupol, concentrando i propri sforzi nell’area tra le località Chermalyk-Pavlopil-Sartana (nella giornata di 23/01/2015). Il gruppo tattico d’assalto, che agisce in questa zona, coordina le proprie azioni dall’unico punto di controllo con un gruppo tattico, operante direttamente nella direzione di Mariupol. Il punto di controllo si colloca a nord da Novoazovsk.
Tutto ciò si è trasformato nell’attacco con i lanciarazzi multiplo BM-21 Grad al quartiere “Vostochnyi” di Mariupol nella giornata di 24 gennaio 2015. Provocando la morte dei 30 civili e circa 100 feriti, tra i quali 40 persone sono in pericolo di vita. Il bombardamento di città è stato svolto dalla zona di Novoazovsk, occupata dalle truppe russo-terroristiche. Nei pressi del quartiere “Vostochnyi” si colloca il posto di blocco del reggimento “Azov”, che tuttavia si trova a 4 km dal quartiere, persino con un’arma come GRAD è difficile sbagliare a 4 km.
Un’altra zona colpita dai violenti combattimenti è nell’area di Debal’tseve. In settimana le truppe russo-terroristiche hanno bombardato le postazioni ucraine dalla zona di località Stakhanov, e hanno tentato di prendere la località Troitske, senza alcun successo.
Analizzando la mappa pubblicata dal Centro analitico-informativo del Consiglio Nazionale della Sicurezza e Difesa Ucraino, si osserva la situazione tesa intorno alla località Debal’tseve, che nel caso di sconfitta delle truppe ucraine in questa zona, rischia di ripetere la tragedia di Ilovaisk, successa ad agosto del 2014.
La notte scorsa (tra il 24 e 25 gennaio) è stata sorprendentemente tranquilla. Non vorrei che fosse la quiete prima della tempesta.
Slava Ukraini!

Dana Kuchmash

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