Riepilogo settimanale degli eventi di guerra in Donbas (23 febbraio – 1 marzo 2015)

Fonte: dati operativi del gruppo Resistenza informativa del giornalista Dmytro Tymchuk

Durante scorsa settimana le truppe russo-terroristiche hanno continuato a violare il cessate il fuoco nella zona del conflitto al Donbas. Le direzioni principali degli attacchi dei terroristi russi sono Mariupol (località Shyrokyne), Mar’inka, Avdiivka, Donetsk (Opytne, Vodiane, Pisky), Luhanske-Svitlodarsk, la strada Bakhmutka. In queste zone il nemico, nonostante la tregua, effettuava bombardamenti delle postazioni dell’esercito ucraino e di impianti civili con l’artiglieria e i lanciarazzi multiplo, attaccava le postazioni ucraine con armi di piccolo calibro, e tentava l’offensiva.
La situazione più complicata è nella direzione marina, in particolare la zona di località Shyrokyne. A nord di questa località operano alcuni disparati gruppi tattici del nemico, ogni gruppo è composto da circa 120-150 uomini, 2-3 carri armati, e alcuni mezzi corazzati. Questi gruppi effettuano i bombardamenti delle località di Oktiabr’ e Zaichenko. La località Shyrokyne viene bombardata anche da un gruppo di artiglieria, composto da 4 unità di fuoco, due dei quali sono le unità di artiglieria, una è di lanciarazzi multiplo, e una di artiglieria semovente. Il comando russo-terroristico in questa direzione sta formando un nuovo gruppo tattico composto da 350 uomini, 15 autocarri, 20 mezzi corazzati, 6 carri armati. Si osserva l’attività della ricognizione aerea del nemico (utilizzando i droni). Chiaramente, il nemico in questa zona prepara un’offensiva, che si svolgerà prossimamente.
Nonostante il ritiro delle truppe ucraine da Debal’tseve, l’esercito ucraino continua a tenere il settore del fronte insieme alla piazza d’armi nella zona di località Svitlodarsk e Luhanske. Il nemico periodicamente svolge i bombardamenti delle postazioni ucraine in quest’area, tuttavia la parte principale delle formazioni, che hanno partecipato ai combattimenti di Debal’tseve, sono state ritirate per il completamento. In particolare, nella zona del confine di barriera Luhanske-Svitlodarsk due gruppi tattici delle truppe russo-terroristiche (ognuno di loro è composto da una quantità degli uomini simile ad una compagnia rinforzata, con il supporto di 5 unità dei mezzi blindati) hanno tentato di attaccare le postazioni frontali dell’esercito ucraino. Il supporto di fuoco di tali gruppi è stato effettuato da un’unità di mortai dei terroristi. Il nemico è stato fermato e respinto verso la linea di partenza da parte del fuoco delle forze ucraine.
Anche nella zona di località Dokuchaievsk le truppe russo-terroristiche svolgono i bombardamenti e continuano ad ammassare le forze e risorse. Così, nel giorno del 23/02/2015 il nemico continuava ad operare il gruppo di artiglieria delle truppe russo-terroristiche nella zona di Dokuchaievsk. Nonostante le dichiarazioni dei capi dei terroristi sulla prontezza di ritirare gli armamenti pesanti, le postazioni di questo gruppo di artiglieria vengono rinforzate, viene registrata la fornitura attiva delle munizioni.
Oltre alle azioni di guerra le truppe russo-terroristiche hanno svolto anche la riorganizzazione delle proprie forze lungo tutta la linea del fronte. Tra i mezzi corazzati pesanti trasferiti dal territorio della Russia al Donbas si nota una crescente quantità specifica dei carri armati T-72 delle varie modifiche, i quali non sono in dotazione delle Forze Armate Ucraine (in precedenza i russi trasferivano principalmente i carri armati T-64 delle modifiche varie, i quali l’esercito ucraino ha in dotazione).

mariupol
Mariupol

Questa settimana è iniziato anche il processo del ritiro degli armamenti pesanti dalla linea del contatto tra le parti. Tuttavia, nonostante le rassicurazioni dei capi dei terroristi delle “RPD” e “RPL” sul ritiro della parte considerevole degli armamenti pesanti dalla linea del confine tra le parti al Donbas (il giorno 24/02 è stato dichiarato di aver ritirato 156 unità dell’artiglieria e 40 lanciarazzi multiplo, il giorno 25/02 – 180 unità dell’artiglieria e 18 lanciarazzi multiplo, il 26/02 la “RPL” ha dichiarato di aver ritirato 80% delle armi pesanti), queste dichiarazioni non corrispondono alla realtà. Il giorno 26/02, secondo i dati del gruppo RI, le truppe russo-terroristiche hanno ritirato solo circa 10-15% della quantità dichiarata. Inoltre, i terroristi ritirano le armi non a distanza concordata negli accordi di Minsk, ma in modo tale da poter riportarle alle postazioni di partenza in giro di 30-40 minuti. Ad esempio, nella zona di Olenivka-Stepne si notano i gruppi manovrabili dei mezzi corazzati (8 unità, 4 di quali sono i carri armati), i militanti svolgono il ritiro dimostrativo di questi mezzi dalle postazioni verso le retrovie durante le ore chiare della giornata, e li riportano verso le postazioni durante le ore buie della giornata. Queste manovre vengono svolte allo scopo di ingannare gli osservatori della missione dell’OSCE e convincerli di rispettare i termini della tregua concordati a Minsk.
Inoltre, come ho scritto una settimana fa, i russi hanno trovato un nuovo modo di fornire le armi e munizioni ai terroristi al Donbas, prima il rifornimento arrivava negli incolonnamenti composti dagli automezzi, ora utilizzano i treni, che partono dal territorio russo e vanno direttamente nella zona del conflitto. Così, a Ilovaisk (importante nodo ferroviario) continuano ad arrivare altri treni carichi con le armi e munizioni. I rifornimenti vengono scaricati e depositati nei magazzini provisori, da dove poi vengono distribuiti tra le unità russo-terroristiche. Oltre ai magazzini a Ilovaisk e dintorni, il nemico ha installato un magazzino delle truppe russo-terroristiche nella zona a sud da Luhans’k, dove vengono portati i mezzi e le armi, arrivati dalla Russia e le armi pesanti “ritirate dal fronte”.
In questi momenti nella località Shyrokyne il nemico sta attaccando le postazioni delle nostre truppe, violando già per ennesimo volta gli accordi di tregua di Minsk. Seguiremo il monitoraggio degli eventi e lo svolgimento delle azioni di guerra al Donbas

Dana Kuchmash

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