Krasnaya Moskva versus Rizhskaya siren

Estratto dal capitolo 3 di Riga Magica. Cronache dal Baltico (Il Sirente 2015). Per gentile concessione dell’editore e dell’autore.

All’inizio degli anni Ottanta, periodo a cui risale il primo viaggio a Riga di Elena, la capitale della Lettonia continua a esercitare, presso il pubblico femminile sovietico, lo stesso fascino glamour delle decadi precedenti.
Anna Zafesova, all’epoca residente a Mosca, ricorda come nella capitale russa, si desse letteralmente la caccia ai profumi della Dzintars, la fabbrica di profumerie di Riga.
“Pur essendo un colosso statale – racconta la Zafesova – la Dzintars riusciva a produrre fragranze e flaconi più moderne della classica Krasnaya Moskva”.

Opinione condivisa anche da Elena che, tra gli oggetti che contribuivano a fare di Riga la “piccola Parigi” dell’URSS, menziona proprio il profumo Rizhskaya siren (Lilla di Riga) prodotto dalla Dzintars.
“Era il profumo più desiderato tra quelli prodotti in Unione Sovietica. Si distingueva per la sua freschezza e raffinatezza e soprattutto era in antitesi con il famoso Krasnaya Moskva simbolo della profumeria sovietica dal 1923”

Per capire a cosa allude l’amica ucraina quando confronta la freschezza e la raffinatezza di Rizhskaya siren all’ufficialità di Krasnaya Moskva, “profumo d’obbligo di tutte le matrone degli organi di potere sovietico” occorre rammentare la forte valenza politico-sociale di questa acqua di colonia.

Considerata dallo studioso di cultura russa Gian Piero Piretto “la colonna olfattiva dell’era sovietica”, Krasnaya Moskva, che molti giovanotti portavano “in omaggio alle future suocere, sperando contribuisse a fargli ottenere la mano della fanciulla”, aveva avuto testimonial d’eccezione quali l’attrice dei musical staliniani Lyubov Orlova e la cosmonauta Valentina Tereshkova.

Che fosse senza ombra di dubbio il profumo ufficiale della nomenclatura sovietica lo dimostra il fatto che il suo intenso aroma dolce e forte fu voluto personalmente da Polina Zhemchuzhina, moglie del ministro degli Esteri Vyacheslav Molotov. La Zhemchuzhina – scrive Rachel Polonsky ne La Lanterna Magica di Molotov – non solo era considerata la donna meglio vestita di tutta l’URSS, ma fu la prima ad incoraggiare le donne sovietiche a utilizzare smalti per unghie, rossetti, ciprie e profumi.

Massimiliano Di Pasquale

Massimiliano Di Pasquale (1969), fotogiornalista e saggista, è membro dell’AISU, Associazione Italiana di Studi Ucraini e scrive di politica internazionale e cultura sulle pagine di diversi quotidiani nazionali. Nel 2013 ha lavorato per i tipi della Bradt all’aggiornamento della Ukraine Bradt Travel Guide uscita nel giugno dello stesso anno. Per il Sirente ha pubblicato Ucraina terra di confine (2012), caso editoriale che ha fatto conoscere l’Ucraina al grande pubblico italiano.

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