Riga Magica – Preview

Riga Magica
Massimiliano Di Pasquale
Prima edizione: dicembre 2015
Foliazione: XXVI-288 pp, ill. br.
Parole chiave: Viaggio, Riga, Lettonia, Russia, Europa Orientale

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Capitale europea della cultura 2014 e unica metropoli dell’area baltica, Riga è una città di grande fascino che negli ultimi vent’anni ha recuperato interamente la tradizione cosmopolita che l’ha sempre contraddistinta nel corso dei secoli. Fondata nel 1201 dal vescovo tedesco Albert von Buxhoevden come avamposto cristiano contro i barbari, Riga ha assunto presto il ruolo di crocevia tra Russia, Europa Occidentale e Scandinavia diventando, prima di essere inglobata nell’Impero russo, la seconda capitale del Regno di Svezia.
Massimiliano Di Pasquale, dopo aver attraversato l’Ucraina dai Carpazi alla Crimea (Ucraina terra di confine, il Sirente 2012), ci guida alla scoperta di questa città, che nonostante una storia secolare, è pressoché sconosciuta al pubblico italiano.
Ci accompagna nel quartiere moscovita di Maskavas, nei luoghi esoterici della Città vecchia, in quelli tragici dell’Ebraismo lettone, ci porta ad ammirare i capolavori dell’Art Nouveau baltico, le spiagge bianche di Jūrmala, stazione termale frequentata dalla nobiltà europea dell’Ottocento, ci restituisce odori e colori di uno dei più grandi mercati d’Europa e ci svela aneddoti legati a personaggi come Richard Wagner, Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Isaiah Berlin e Sergei Eisenstein vissutinella capitale lettone.
L’autore, attraverso uno stile originale che mescola sapientemente ricordi personali, episodi storici, cultura pop e reminescenze letterarie, cattura in pagine di rara bellezza la magia di una città che, dopo essersi liberata dal giogo sovietico, si è contraddistinta nelle due ultime decadi per una vivacità culturale senza precedenti.

Massimiliano Di Pasquale è membro dell’AISU, Associazione Italiana di Studi Ucraini e scrive di politica internazionale e cultura sulle pagine di diversi quotidiani nazionali. Ha pubblicato il libro fotografico In Ucraina, immagini per un diario (2010) e Una fabbrica, una città, una famiglia. Benelli 1911-2011 (2011). Nel 2013 ha lavorato per i tipi della Bradt all’aggiornamento della Ukraine Bradt Travel Guide uscita nel giugno dello stesso anno. Per Il Sirente ha pubblicato Ucraina terra di confine (2012), caso editoriale che ha fatto conoscere l’Ucraina al grande pubblico.

il Sirente
Inchieste

XXII-288 pp., ill. br

http://www.sirente.it/prodotto/riga-magica-massimiliano-di-pasquale/

 

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In Transilvania alla scoperta delle icone su vetro di Sibiel

È sorprendente come a più di vent’anni dal crollo del Muro di Berlino, i paesi dell’ex blocco socialista, molti dei quali già appartenenti alla UE, siano tuttora agli occhi di noi “occidentali” luoghi pressoché sconosciuti. È il caso della Romania, terra affascinante, ricca di storia e colori, che trova raramente spazio nei media nazionali. Le icone su vetro di Sibiel, libro che segnalo all’attenzione dei lettori di Eastern Europe Post, rappresenta una piacevole eccezione a questa regola non scritta del panorama editoriale italiano. La pubblicazione di Giovanni Ruggeri – profondo conoscitore del paese, cui da tempo dedica articoli e pubblicazioni – costituisce un utile tassello per conoscere quella Romania rurale, legata a secolari tradizioni popolari, che si estende dalla Transilvania del Nord alla zona di Brasov. Attraverso lo studio delle icone sacre di questi luoghi – Nicula e Transilvania del Nord, Valle del Mures, Zona di Faragas, Zona di Brasov, Valle del Sebes-Alba Iulia e Sibiu – conservate nel Museo Zosim Oancea di Sibiel, villaggio a venti chilometri da Sibiu, Ruggeri ricostruisce ben trecento anni di storia locale.
La pittura di icone su vetro in Transilvania risale infatti agli inizi del Settecento. Ed è uno dei mezzi utilizzati dalla popolazione autoctona per conservare la propria identità culturale ortodossa in un’area geografica che subisce prima la dominazione ungherese, poi l’annessione all’impero Asburgico.

Le icone su vetro di Sibiel

Le icone su vetro di Sibiel

Le icone realizzate a partire dal 1694 a Sicula, primo centro romeno di pittura religiosa su vetro, si differenziano rispetto a quelle della tradizione classica proprio per il diverso supporto. Mentre la realizzazione dell’icona classica si serve di un supporto in legno e segue sempre precisi canoni estetici, le rappresentazioni sacre romene si caratterizzano per l’uso di vetro e almeno in una prima fase, per le contenute dimensioni. La loro particolare luminosità è il risultato dell’impiego di lastre di vetro realizzate da impianti alquanto rudimentali che non disponevano di elevate temperature di lavorazione e si avvalevano esclusivamente di interventi manuali.
La pittura delle icone seguiva un procedimento che – come più propriamente reso nella lingua tedesca mediante il termine Hinterglasmalerei – dovrebbe definirsi pittura “sotto” vetro anziché “su” vetro. Infatti il pittore disegnava e colorava l’icona su quello che, a opera finita, sarebbe risultato il verso del vetro, mentre la parte opposta, quella cioè esposta all’occhio dell’osservatore, fungeva da schermo protettivo del dipinto”.
Corredato da un eccellente apparato fotografico che riproduce alcuni degli esemplari più belli esposti nel Museo, il libro di Ruggeri, grazie alla ricostruzione della straordinaria vicenda di Zocim Oancea, prete ortodosso cui si deve l’istituzione dello spazio espositivo che oggi porta il suo nome, assume anche un importante valore storico – documentaristico. La storia di Oancea è infatti quella di un uomo che armato di fede, tenacia e avvedutezza resiste alle persecuzioni della Securitate, la terribile polizia del regime comunista di Ceausescu, diventando un vero e proprio riferimento morale e spirituale per la sua gente.
“I comunisti hanno voluto fare un’esperienza materialista e dimostrare che la materia è tutto. È successo il contrario. Gli uomini sono morti ma non hanno abiurato la loro fede, non hanno rinnegato Dio. È questa la grande esperienza che io ho vissuto […] Alla fine, se il mondo ha potuto sopravvivere e se noi abbiamo vinto, è anche grazie a questo grande sacrificio, a tutti quelli che sono morti nelle prigioni”.

Giovanni Ruggeri, Le icone su vetro di Sibiel, prefazione di S.E. Laurentiu Streza, postfazione Dorin Oracea, CAE for, 2008

www.sibiel.net

Massimiliano Di Pasquale